Il mese di marzo

Sembra che ti abbia amato in innumerevoli modi, ripetutamente sempre.

Ogni qualvolta odo vecchie cronache, quando mi perdo nel mio passato, alla fine Tu emergi da esso.

Diventi una immagine di ciò che è impossibile dimenticare.

Tu e io abbiamo risalito quel ruscello, con la tedesca color azzurro, l’amore reciproco di una passione condivisa nel cuore del tempo.

Abbiamo giocato insieme a milioni di padri con le loro figlie, abbiamo condiviso i stessi momenti, le stesse penose lacrime di un addio voluto e forzato.

Chiedo umilmente alla Vita Universale di rinnovare amore antico, si fondano con il nostro ricordo di tutti i momenti e le canzoni dei tempi passati.

Non credo che esiste un male che prevalga su amore, trasparenza e verità.

Sono grato, a marzo che per la seconda volta sono diventato padre, ti voglio bene mia adorata Flaminia.

Marco Barbieri Luzi